Privatista significa organizzarsi da soli
Presentarsi da privatista vuol dire fare la domanda d'esame direttamente all'ufficio competente, senza una scuola nautica che la presenti per te, e preparare la teoria in autonomia. L'esame è identico: stessa banca dati, stesse prove, stessa commissione. Cambia chi si occupa delle pratiche e di come arrivi preparato.
Dove si presenta la domanda
All'Ufficio circondariale marittimo (Capitaneria di Porto) oppure alla Motorizzazione Civile, secondo la provincia e il tipo di patente. Ogni ufficio pubblica il calendario delle sessioni d'esame e l'elenco esatto dei documenti: conviene leggerlo sul sito dell'ufficio o chiedere allo sportello prima di preparare la pratica, perché i dettagli cambiano da sede a sede.
Cosa serve in genere
- La domanda sul modulo dell'ufficio.
- Il certificato medico di idoneità psicofisica (ASL, medico della Marina o medico autorizzato), in corso di validità.
- Fotografie formato tessera e un documento d'identità.
- Le marche da bollo e le ricevute dei versamenti previsti dall'ufficio.
- Per la prova pratica, la disponibilità di un'unità idonea con le dotazioni in regola (vedi sotto).
La teoria: come prepararla da soli
I quesiti d'esame sono pubblici: 1472 per la prova a quiz più 250 per la vela. La prova di carteggio usa 50 scenari ufficiali. Non c'è niente che una scuola sappia e che un privatista non possa sapere. Quello che una scuola dà in più è il metodo e la costanza: serve sostituirli con un piano. La guida Come prepararsi ne propone uno in quattro fasi.
Per il carteggio occorre comprare la carta didattica dell'Istituto Idrografico della Marina, compasso e squadrette, e allenarsi con il cronometro. È la parte che i privatisti sottovalutano più spesso, perché nei quiz online non c'è.
La pratica: il punto delicato
La prova pratica si svolge su un'unità che il candidato deve procurarsi, in regola con documenti e dotazioni di sicurezza, e che deve essere ammessa dalla commissione. Chi ha una barca propria o di un amico disposto ad aiutare può fare pratica con lui. Chi non l'ha si rivolge a una scuola nautica o a un circolo anche solo per la parte pratica: molte scuole offrono pacchetti di sole uscite a chi ha già preparato la teoria da solo. È una via di mezzo che tiene bassi i costi e risolve il problema della barca.
Quando conviene la scuola nautica
- Se non hai una barca su cui fare pratica e nessuno che ti insegni le manovre.
- Se vuoi anche l'abilitazione a vela: la pratica a vela richiede più uscite e un istruttore.
- Se preferisci che qualcuno gestisca calendario, documenti e iscrizione alla sessione.
- Se studiare da solo non funziona e ti serve un orario fisso.
Anche chi va a scuola studia la teoria a casa. Miglia12 serve in entrambi i casi: la banca dati è la stessa che usa l'istruttore, con in più la spiegazione di ogni quesito e il ripasso degli errori.
Il giorno dell'esame
Si porta il documento d'identità, la carta nautica didattica con gli strumenti per il carteggio, matita e gomma. Prima la prova teorica (quiz e carteggio, più il modulo vela se richiesto), poi, in una data stabilita dalla commissione, la prova pratica in mare.